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Fotografia

Danzacromìe

«Frequento la danza da tutta la vita, come ballerina e come fotografa. E più di una volta mi sono trovata a riflettere sul fatto che la danza e il colore hanno un rapporto strano. Passando dal balletto alla danza contemporanea il colore di costumi e scenografie ha lasciato il posto al corpo quasi nudo su una scena essenziale. E anche la rappresentazione della danza in fotografia raramente poggia sul colore come elemento sostanziale. Protagonista è la forma innanzi tutto, poi la plasticità del corpo, il chiaroscuro, l’energia, il movimento. E il bianco e nero è la scelta stilistica d’elezione per rendere l’idea di scultura classica evocata dal corpo del danzatore. Del resto nei primi vent’anni del mio percorso fotografico i limiti tecnici della pellicola rendevano quasi obbligata, per la fotografia di scena, la scelta del bianco e nero – che rimane comunque il mio primo amore. Ma in tempi più recenti l’uso più spregiudicato di luci colorate d’effetto e i moderni sensori digitali capaci di cogliere le più esili tracce di luce nel buio mi hanno indicato una nuova strada. Per me fotografare la danza è interpretazione, non documentazione, e anche quando fotografo uno spettacolo cerco di esprimere la mia visione di corpi come sculture animate in uno spazio sospeso. Così nella mia ricerca recente ho voluto indagare il rapporto tra il colore della luce e i corpi dei ballerini e creare immagini in cui questa relazione è l’essenza stessa della foto. Colore che riempie a pennellate le forme danzanti, delinea ed esalta il corpo come opera d’arte dipinta. Funziona? Non lo so ancora. Ma è qualcosa che sentivo di dover provare.»

Biografia di Caterina Santinello

Caterina Santinello,  padovana, danzatrice di formazione classica, laureata in linguistica, inizia il suo percorso fotografico nel 1982. La sua attenzione è rivolta al corpo, ai suoi aspetti plastici, di movimento, di trasformazione. Nel 1994 inizia lo studio del tango argentino che diventa un nuovo importante oggetto di indagine, come danzatrice-coreografa e come fotografa. La sua attività si identifica oggi con il marchio ‘Art pour la Danse’, contenitore di fotografia, arte ed eventi per chi ama la danza. Nel 2012 è co-fondatrice di ‘Utopya Fotografia’, un progetto tutt’oggi in corso, che comprende attività didattiche, espositive e di ricerca sulla fotografia, con sede a Padova. Realizza mostre in varie città italiane. Tra queste: nel 2015, ‘L’abbraccio che danza’ nell’ambito del festival di multivisione Fantadía di Asolo e nel 2018 ‘DD – Due volte Danza’ presso il Centro Culturale San Gaetano di Padova. La sua attività fotografica non si limita alla danza, ma comprende anche ricerche sul ritratto, il territorio e l’evoluzione dei costumi sociali. Ha partecipato nel 2015 al progetto “Il pranzo della domenica” dal quale è stato ricavato un libro fotografico.

 

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