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Libro – La ragazza con la leica – Helena Janeczek

La “ragazza con la Leica” che dà il titolo al nuovo romanzo di Helena Janeczek è Gerda Taro, nata Gerta Pohorylle: una jeune fille intelligente e spregiudicata della borghesia ebraica di Stoccarda, cospiratrice antinazista a Lipsia e a Berlino per amore di un uomo e della libertà, grande fotografa a Parigi per merito e a fianco di un profugo ungherese che deve alla sua immaginazione l’invenzione del nome d’arte col quale è universalmente conosciuto – Robert Capa –, morta a Brunete sotto un carro armato alla fine di luglio del 1937, ad appena ventisette anni, mentre documentava la caduta della Spagna repubblicana. Il suo volto sfrontato e malizioso, il suo talento felino per la vita, la sua civetteria, la sua tenacia e il suo coerente trasformismo riempiono ogni pagina del libro, ma arrivati alla fine si può dire di lei solo una cosa: Gerda Taro non esiste. È paradossale che un romanzo biografico, frutto di una lunga e minuziosa documentazione testimoniata dai ringraziamenti in calce, trasformi in un fantasma inafferrabile proprio la sua protagonista. Eppure la sua autrice ha scelto consapevolmente di raccontarla così. Come un motore invisibile, un catalizzatore di destini altrui, una raffica di vento improvvisa, vivificante, fugace e imprendibile: “Era la gioia di vivere. Qualcosa che esisteva, si rinnovava, accadeva ovunque, prima a Lipsia e poi a Berlino: nella Pension non lontana dal suo studentato, nella camera affittata dietro l’Alexanderplatz presso la vedova di guerra Hedwig Fischer e, infine, sulla branda di Max e Pauline, detta Pauli, in pieno Wedding”.

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